
Tra aspettative, incomprensioni e realtà quotidiana
Nell’articolo precedente abbiamo visto cosa fa e cosa non fa il medico di famiglia.
Eppure, nonostante il suo ruolo centrale, di lui si parla spesso in termini negativi.
“Non risponde mai.”
“Non è mai in studio.”
“C’è sempre il sostituto.”
“Non viene a casa.”
“Vuole vedermi per un certificato.”
“Si fa pagare per cose che dovrebbe fare gratis.”
Un catalogo di critiche che torna puntuale in ogni conversazione.
Proviamo a guardarle più da vicino, per capire cosa c’è di vero, cosa è frutto di incomprensione e cosa invece dipende da limiti strutturali del sistema.
📞 “Non risponde mai al telefono”
È forse la lamentela più frequente.
La realtà è che un medico di famiglia riceve ogni giorno decine di chiamate: dai pazienti, dalle farmacie, da specialisti, dall’ASL.
È materialmente impossibile rispondere sempre e subito.
Alcuni hanno segreterie dedicate, altri canali digitali, altri ancora una collaboratrice di studio.
Ma non tutti possono permettersi le stesse risorse, perché sono costi a carico del medico stesso.
🚪 “Non è mai in studio”
Lo studio è aperto per un minimo stabilito dalla convenzione, ma le “tre ore di apertura” sono solo la parte visibile.
Finite quelle, inizia il lavoro a porte chiuse: referti da leggere, ricette da fare, mail a cui rispondere, telefonate da gestire, visite domiciliari da programmare o svolgere.
Non è assenza, è lavoro che non si vede.
👩⚕️ “C’è sempre un sostituto”
I sostituti entrano in gioco quando il medico è in ferie, in malattia o impegnato in corsi di formazione obbligatori.
In alcuni casi vengono chiamati per reggere un carico diventato ingestibile.
Non sono “assenti ingiustificati”: ogni sostituzione è prevista e regolata.
🏠 “Non viene mai a casa”
Le visite domiciliari ci sono, ma hanno criteri precisi: sono riservate a chi non può fisicamente recarsi in studio.
Se fossero usate come alternativa comoda alla visita ambulatoriale, il sistema collasserebbe.
È una questione di sostenibilità ed equità.
E poi arriva puntuale la frase:
“Eh ma il mio vecchio medico veniva sempre a casa… non ci sono più i medici di una volta.”
Certo. Una volta il medico di famiglia poteva lavorare senza computer, senza piattaforme, senza certificati telematici.
Non esistevano piani terapeutici da rinnovare online, esenzioni da inserire, ricette digitali da validare, comunicazioni continue con l’ASL.
Oggi, ogni atto clinico ha dietro un lavoro informatico e amministrativo che richiede tempo e responsabilità.
Non è nostalgia a cambiare le cose, ma la complessità di un sistema sanitario che nel frattempo è diventato più vincolato, più controllato e più burocratizzato.
📑 “Vuole vedermi per un certificato”
Non è un capriccio, ma un obbligo di legge.
Il medico deve visitare il paziente prima di rilasciare certificati di malattia o idoneità.
È una tutela sia per il medico (che si assume la responsabilità legale di quanto dichiara) sia per il paziente (che ha diritto a un atto fondato su una reale valutazione clinica).
💶 “Si fa pagare per certi certificati”
È vero.
Alcuni certificati — per patente, palestra, attività sportiva non agonistica, invalidità civile — non rientrano nei compiti coperti dal SSN e per legge sono a pagamento.
Non è una scelta arbitraria del singolo medico, ma una regola definita dalle normative vigenti.
🌱 Uno sguardo oltre le lamentele
Molte critiche hanno un fondo di verità.
Altre nascono da aspettative poco realistiche o da informazioni incomplete.
Il punto è che il medico di famiglia lavora dentro un sistema che non lo sostiene abbastanza, lasciandolo spesso solo tra burocrazia, numeri e richieste crescenti.
Forse il passo successivo, più che alimentare il malumore, è aprire un dialogo chiaro tra medici, cittadini e istituzioni.
Perché la sanità pubblica non funziona se resta terreno di accuse reciproche: funziona solo se ci si riconosce alleati, non nemici.
💬 Conclusione e invito
Vuoi capire meglio come funziona oggi la medicina di base o avere un confronto diretto con un professionista?
La Dott.ssa Valentina Rapisarda è disponibile anche per consulenze private e online.

No responses yet