Illustrazione fumettata della Dott.ssa Valentina Rapisarda, medico di famiglia, con capelli castano ramati e sfondo chiaro con bambù. Titolo: “Cambio medico e ricusa: i diritti reciproci nel rapporto medico–paziente”.

Quando la fiducia si interrompe, esistono tutele per entrambe le parti

“Se non mi trovo bene con il mio medico di famiglia non posso fare nulla.”
È un pensiero diffuso, ma non del tutto corretto.
Sia il paziente che il medico hanno strumenti per tutelarsi se il rapporto diventa insostenibile e viene meno l’elemento fondamentale: la fiducia reciproca.


Il diritto del paziente a cambiare medico

Ogni cittadino può cambiare medico di famiglia rivolgendosi all’ASL di riferimento.
Non serve una motivazione clinica: basta non sentirsi seguiti come si vorrebbe o desiderare un altro professionista.

📌 Attenzione però: oggi la carenza di medici di famiglia rende questo diritto spesso difficile da esercitare.
In molte zone gli elenchi sono pieni e cambiare medico diventa più una possibilità teorica che reale.


Il diritto del medico a ricusare un paziente

Meno conosciuto ma altrettanto importante: anche il medico può chiedere la ricusa di un assistito.
Non è una decisione arbitraria, ma è possibile solo per giustificato motivo, ad esempio:

  • comportamenti aggressivi o offensivi,
  • perdita di fiducia reciproca,
  • conflitti continui che rendono impossibile lavorare.

La ricusa deve essere motivata e autorizzata dall’ASL.
È uno strumento eccezionale, non una “scorciatoia”, pensato per proteggere la dignità del lavoro del medico e garantire un ambiente sereno di cura.


Perché la fiducia è fondamentale

Il rapporto medico–paziente si fonda sulla fiducia.
Quando viene meno, anche la qualità delle cure si indebolisce.
Ecco perché la legge tutela entrambi:

  • il paziente non è obbligato a restare con un medico con cui non si trova bene,
  • il medico non è obbligato a subire rapporti distruttivi.

Cambiare troppo spesso non è la soluzione

Cambiare medico troppo spesso può danneggiare la continuità assistenziale: ogni nuovo inizio comporta la perdita di informazioni, di abitudini, di fiducia costruita nel tempo.
Allo stesso modo, la ricusa da parte del medico è un atto raro e straordinario, da usare solo quando il rapporto umano diventa davvero impossibile.


Uno sguardo conclusivo

🌱 La cura nasce da un’alleanza, non da un obbligo.
Il paziente può cambiare medico. Il medico, per giustificato motivo, può ricusare un paziente.
Ma oggi, con la carenza di medici di famiglia, persino il diritto al cambio rischia di diventare sempre più difficile da esercitare.

La salute si costruisce solo quando c’è rispetto reciproco, comunicazione e fiducia.


👉 Per approfondire questi temi e conoscere meglio la Dott.ssa Valentina Rapisarda, medico di famiglia e consulente anche online, visita il sito www.studiomedicorapisarda.com.

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